5x1000

Il tuo contributo alla ricerca scientifica

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Grazie ai fondi ottenuti con il 5x1000, le Aree Protette Alpi Marittime, in collaborazione con l'esperto Umberto Maritano, stanno monitorando i sirfidi, insetti impollinatori e ottimi bioindicatori.

Grazie agli oltre 6000 euro raccolti attraverso il 5x1000 (anno finanziario 2024), nel 2026 le Aree Protette Alpi Marittime portanno sostenere due importanti progetti di ricerca dedicati agli insetti impollinatori.

Il primo riguarda la realizzazione, insieme all'entomologo Umberto Maritano, di un inventario dei sirfidi, un gruppo di insetti di straordinaria importanza ecologica. Il secondo prevede invece l'acquisto di attrezzature per lo studio delle falene, preziosi impollinatori notturni che, secondo i ricercatori dell'University College London (UCL), stanno subendo un rapido declino e rischiano di scomparire quasi nell'indifferenza generale.

I sirfidi sono tra i più importanti insetti impollinatori e sono considerati dalla comunità scientifica internazionale eccellenti bioindicatori: la loro presenza, lo stato di salute delle popolazioni e le specie presenti permettono infatti di valutare lo stato di salute degli habitat e il livello di conservazione degli ecosistemi.

Il loro valore ecologico cambia nelle diverse fasi del ciclo vitale. Gli adulti svolgono un ruolo essenziale nell'impollinazione di numerose specie vegetali, mentre le larve occupano nicchie ecologiche estremamente specializzate; esistono infatti larve fitofaghe che vivono nei bulbi delle piante, specie predatrici di afidi, altre saproxiliche specializzate nelle cavità delle piante o nei tronchi a terra, e persino specie che vivono all'interno dei nidi di formiche. Questa straordinaria diversità rende i sirfidi uno "strumento" particolarmente efficace per valutare la biodiversità di una determinata area.

Attraverso Syrph the Net (StN), il principale database europeo dedicato ai sirfidi ideato negli anni 80 e aggiornato periodicamente, è possibile prevedere quali specie dovrebbero essere presenti in un determinato ambiente sulla base delle caratteristiche dell'habitat indagato. Confrontando le specie attese con quelle effettivamente osservate, i ricercatori possono misurare il grado di conservazione di un ecosistema.

È proprio questo il lavoro che Umberto Maritano sta portando avanti nella ZSC e ZPS "Stura di Demonte" con i fondi del 5x1000.

A livello europeo numerose specie di sirfidi sono già inserite nelle Liste Rosse perché minacciate di estinzione, in Italia manca ancora una valutazione completa del loro stato di conservazione. La ricerca in corso sul territorio delle Aree Protette delle Alpi Marittime contribuisce proprio a colmare questa lacuna, raccogliendo dati fondamentali per favorire l'inserimento delle specie più vulnerabili nella Lista Rossa italiana e riuscire così a proteggerle.

Ma perché è stata scelta proprio la ZSC e ZPS "Stura di Demonte"?

Lo scorso anno, durante un altro progetto, nel sito è stata osservata Brachyopa maculipennis, una rarissima specie di sirfide legata alla presenza del pioppo bianco (Populus alba).

La specie è considerata minacciata di estinzione a livello europeo e, in Piemonte, era stata segnalata solamente per un dato museale risalente al 1800. La sua presenza nella ZSC e ZPS "Stura di Demonte" rappresenta quindi un dato di grande interesse scientiico e conservazionistico. Per questo motivo, nell'ambito di un progetto di conservazione promosso dalla IUCN (International Union for Conservation of Nature), quest'anno la specie target è stata marcata individualmente, per comprendere la dimensione effettiva della popolazione e individuare delle linee guida conservazionistiche per il sito.

Ma quindi cosa fanno, nella pratica, i ricercatori?

Il lavoro sul campo è estremamente delicato.
Per comprendere la composizione della comunità, i ricercatori utilizzano trappole Malaise, progettate appositamente per intercettare gli insetti in volo, e retini entomologici per effettuare catture mirate.

Nel caso di Brachyopa maculipennis, gli esemplari vengono marcati con pennarelli atossici e successivamente rilasciati, così da poter raccogliere informazioni sulla consistenza e composizione della popolazione, sui loro spostamenti, sulla longevità e sull'utilizzo dell'habitat.

Una trappola Malaise

Per lo studio di comunità, i dati raccolti vengono confrontati con quelli previsti da Syrph the Net e con quelli provenienti da altri siti caratterizzati dallo stesso tipo di habitat. In questo modo è possibile ottenere una valutazione molto precisa dello stato di conservazione dell'ambiente.

In termini semplici, quando le specie attese sono presenti e ben rappresentate significa che l'ecosistema è in buona salute. Al contrario, la loro assenza o una forte diminuzione posssono indicare alterazioni ambientali, come fenomeni di degrado o di inquinamento.

Gli studi di marcatura sui sirfidi sono eccezionalmente rari: nella letteratura scientifica mondiale se ne contano appena cinque negli ultimi 100 anni. La ragione è semplice: questi insetti, lunghi appena 6-15 millimetri, sono molto difficili da osservare, catturare e marcare.

Proprio per questo il loro valore scientifico è ancora maggiore. Le informazioni ottenute rappresentano uno strumento concreto per un Ente come le Aree Protette Alpi Marittime, consentendo di individuare tempestivamente eventuali criticità e di pianificare interventi di conservazione efficaci, prima che il degrado degli habitat diventi irreversibile.

E tu, con il tuo 5x1000, contribuisci alla ricerca scientifica e alla protezione e conservazione della biodiversità delle Aree Protette delle Alpi Marittime.

L'entomologo Umberto Maritano

Laureato in Scienze Naturali e Biologia dell'Ambiente all'Università degli Studi di Torino, Umberto Maritano si è dedicato negli ultimi 10 anni allo studio di questo gruppo di insetti pubblicando 11 articoli su riviste scientifiche internazionali e ottenendo numerosi riconoscimenti. Tra questi il Premio Naturalista dell'Anno nelle edizioni 2020 e 2025 istituito dall'Associazione Naturalistica Piemontese, il premio Binaghi edizione 2020 istituito dalla Società Entomologica Italiana, fino al prestigioso riconoscimento europeo Pollinator Champion 2026 della IEEP (Istitute for European Environmental Policy) per le attività di ricerca su sirfidi saproxilici e per il coinvolgimento attivo della comunità. È borsista all'Università di Torino e referente del progetto europeo POLLIN-RED finanizato dalla IUCN.

Se devi ancora compilare la dichiarazione dei redditi 730, la Certificazione Unica (CU) e Redditi Persone Fisiche (ex UNICO), puoi ancora contribuire alla conservazione e alla tutela della biodiversità!
Nello spazio dedicato al 5x1000, basta apporre la propria firma nel riquadro “Sostegno degli Enti Gestori delle aree protette” oppure "Finanziamento della ricerca scientifica e dell'università" e inserire il codice fiscale dell'Ente Aree Protette Alpi Marittime:

96009220045

I fondi raccolti serviranno alla ricerca e al monitoraggio degli uccelli migratori, in particolare del Piviere tortolino (Eudromias morinellus), piccolo ma instancabile viaggiatore che ogni anno viaggia dalla tundra artica fino ai deserti del Nord Africa passano per le Alpi Marittime e Liguri.


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Ultimo aggiornamento: 16/07/2026

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