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Consegnato il dossier di candidatura delle Alpi del Mediterraneo

Verso il Patrimonio Unesco

Il Massiccio cristallino dell'Argentera

L’Italia candida per il 2019 le Alpi del Mediterraneo a Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Così ha stabilito nel suo incontro del 24 gennaio il consiglio direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, presieduto da Franco Bernabè. Nella specifico si tratta di una candidatura transnazionale che l’Italia avanza anche per conto della Francia e del Principato di Monaco.

Il sito “Alpi del Mediterraneo”, con una superficie totale di 268.500 ettari tra terra (60%) e mare (40%), comprende porzioni significative delle alte valli cuneesi tra Stura e Tanaro, dell’entroterra del Ponente ligure, del Mercantour e della Costa Azzurra, oltre al vasto tratto di mare tra Nizza e Ventimiglia. Tutto il territorio interessato è posto all’interno di parchi (Marittime, Marguareis, Alpi Liguri, Mercantour) o di Siti di Importanza Comunitaria. Ben settantanove i Comuni coinvolti, ventotto dei quali in territorio italiano.

Al centro della candidatura c’è la storia geologica, e particolare importanza rivestono il massiccio cristallino dell’Argentera e il complesso carsico del Marguareis. Secondo quanto riportato nel comunicato ufficiale della Commissione Unesco “Si tratta di un sistema geologico di grande importanza per lo studio della geodinamica della Terra che, in uno spazio di appena 70 chilometri, collega il ghiacciaio più meridionale delle Alpi agli abissi più profondi del Mediterraneo occidentale. Le Alpi del Mediterraneo sono l’unico sito conosciuto in cui sono visibili le testimonianze di tre cicli geodinamici successivi, lungo un periodo di 400 milioni di anni. Il territorio del sito è particolarmente interessante dal punto di vista della biodiversità, grazie alle caratteristiche geomorfologiche e climatiche legate al passaggio rapido dall’ambiente alpino all’ambiente mediterraneo.

Il dossier di candidatura, sottoscritto da Paolo Salsotto quale presidente del GECT Alpi Marittime Mercantour, Charles-Ange Ginesy, presidente del Conseil départemental des Alpes-Maritimes e Bernard Fautrier, presidente della Fondazione Principe Alberto II per Monaco, è stato consegnato al Ministero dell’Ambiente il 30 gennaio, che ha provveduto ad inoltrarlo immediatamente alla sede mondiale dell’Unesco a Parigi. A seguire ci saranno la visita di verifica, presumibilmente a fine estate 2018, e quindi la valutazione definitiva. In caso di approvazione le “Alpi del Mediterraneo” e gli “Ecosistemi forestali della Sila”, l’altro candidato proposto dall’Italia per il 2019, andrebbero ad aggiungersi ai 53 siti italiani – numero record a livello mondiale – che già fanno parte del Patrimonio dell’Umanità. Al momento, insieme a 48 siti culturali tra cui Venezia, Roma, Firenze, Pompei, la Valle dei Templi, l’Italia può contare su soli cinque siti naturali: le Isole Eolie, Monte San Giorgio, le Dolomiti, il Monte Etna e le Antiche faggete primordiali dell’Appennino.


Pagina pubblicata il 30/01/2018 | 16:38


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