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Il prezioso tubero è il prodotto bandiera del paese della Valle Gesso

De.C.O per la patata di Entracque

La raccolta delle patate di Entracque. Foto Laura Martinelli.

Nuovi passi in avanti nel percorso di valorizzazione della Patata di Entracque, storico marchio che identifica il prodotto locale di altissima qualità. Si tratta di iniziative intraprese per la tutela dei consumatori.

Dopo 19 anni e un mirabile lavoro di rilancio della produzione, il “gruppo Produttori” si è costituito in “Consorzio per la Valorizzazione e per la Tutela della Patata di Entracque” aprendosi a nuovi membri, alcuni dei quali di giovane età. I soci del Consorzio hanno sottoscritto un nuovo disciplinare di produzione, ancora più restrittivo rispetto al precedente, che mira a proteggere la proprietà e le caratteristiche storiche del prodotto attraverso metodi di coltivazione tradizionali per garantire ai consumatori una qualità superiore.

Il consorzio, presieduto da Domenico Forneris, si propone di dare nuovo slancio al prodotto simbolo di Entracque, anche attraverso attività che portino a farlo conoscere al grande pubblico.
Il primo passo fatto, in questo senso, è stato l’attribuzione della “De.C.O.”, la Denominazione Comunale di Origine alla “Patata di Entracque”. Approvando l’istituzione di questo marchio, la Giunta Comunale aggiunge un nuovo tassello al solido sistema di protezione qualitativo e commerciale del rinomato tubero. Si tratta di una certificazione di provenienza del prodotto. Uno strumento, quindi, di forte difesa dalle contraffazioni per la “Patata di Entracque” e un potente mezzo promozionale delle tipicità e del territorio stesso, anche dal punto di vista turistico.

Le caratteristiche peculiari di questa produzione non stanno tanto nelle varietà (oltre alla storica Piatlina vengono utilizzate anche le cultivar tradizionali) ma nelle caratteristiche climatiche e del terreno di Entracque che conferiscono a questo prodotto specificità uniche. Già nel 1928 il Baccalario, a proposito della patata di Entracque, scriveva:” … La particolare sapidezza della pasta, la maggiore conservabilità, naturale conseguenza della consistenza della buccia sono diretta conseguenza della natura del suolo e dell’aspetto del clima. Le proprietà dei terreni appaiono infatti come la risultante di una felice combinazione degli elementi della fertilità e particolarmente di quelli potassici e calcici, la cui azione riesce raffinata dalla leggerezza fisica del terreno e potenziata dalla benevolenza del clima”.

Il prodotto, che fa risalire la sua fama ai primi anni del XIX secolo, è uno dei vanti della gastronomia della Provincia di Cuneo.


Pagina pubblicata il 30/10/2017 | 12:11


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