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Il più alto stabilimento termale d'Italia

Terme di Valdieri

L'Albergo Royal alle Terme di Valdieri (R. Pockaj)

Nel cuore del Parco, dalla massa rocciosa del Monte Matto sgorgano acque le cui proprietà benefiche sono note da secoli. Erano state oggetto di studio già nel Cinquecento e proprio a quel periodo risale la costruzione delle prime strutture per l'impiego terapeutico delle acque. Ma la vera stagione d'oro delle terme in Valle Gesso inizia nell'Ottocento e i suoi “sponsor” principali sono i sovrani di casa Savoia, che già frequentavano il territorio per la caccia. È Vittorio Emanuele II a posare la prima pietra del grandioso albergo Royal, nel 1855. È ancora lui a far costruire poco distante quattro chalet in stile alpino svizzero, di cui oggi rimangono solo il cosiddetto “casino di caccia” e la “casa della Bela Rosìn, con riferimento a Rosa Vercellana, la popolana da cui Vittorio Emanuele II ebbe due figli.

Le architetture delle Terme e degli chalet, insieme a quelle delle palazzine di caccia, evocano un'idea di montagna lontanissima da quella delle popolazioni locali. Sono l'espressione di uno stile di vita e di una visione del territorio alpino tipicamente cittadina e borghese, imbevuta di cultura tardoromantica. Nondimeno si tratta di costruzioni di qualità, che rappresentano un tentativo non banale di interpretazione dell'ambiente alpino, ben diverso dalla maggior parte della scadente edilizia residenziale costruita in montagna a partire dagli anni '60 del Novecento. Con re e regine come “testimonial”, in breve le Terme di Valdieri diventano una località alla moda, dove alloggiano fino a 600 ospiti: è l'inizio del turismo termale in Valle Gesso.

Le terme, grazie all'esclusiva coesistenza di naturalità ed efficacia delle terapie, sono il luogo migliore per assolvere al "piacevole dovere" di prendersi cura di sé.


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