Primula di Allioni

Primula allionii Loisel.

Primula allionii | G. Pallavicini

Aspetto: Specie erbacea dotata alla base di un breve (lunghezza 1-2 cm) fusto legnoso, avvolto dalle foglie morte delle annate precedenti; foglie tutte basali in rosetta, piccole (4-8 x 8-18 mm), lamina fogliare di forma variabile (da oblanceolata a obovata-spatolata), con 5-9 dentelli ottusi (posti nella porzione apicale) e base ad inserzionepiù o meno cuneata, le foglie sono inoltre di colore verde brillante, ricoperte su ambedue le pagine da fitti peli ghiandolari; fiori ermafroditi, inseriti direttamente al centro della rosetta fogliare, calice a denti triangolari acuti, corolla piuttosto grande (diametro: 15-25 mm) specie se rapportata alle esigue dimensioni del fusto, divisa in cinque lobi bifidi; lobi corollini di colore variabile dal lillà chiaro al rosa-violetto fino al bianco-rosato, con una macchia bianca alla base; frutto costituito da una capsula uniloculare deiscente, più breve del calice e portato da uno scapo brevissimo (4-8 mm) che giunge a completo sviluppo solo ad antesi terminata.

Periodo di fioritura: Febbraio-maggio a seconda dell'altitudine e dell'esposizione.

Habitat: Fessure minute delle rupi calcaree (litofita), specie in prossimità di colatoi e su roccia permamentemente umida, talvolta anche nelle volte delle caverne, vegeta perlopiù nell'orizzonte montano e nella fascia supramediterranea (700-1400 m), ma localmente (in condizioni pedoclimatiche favorevoli), può risalire fino al quello subalpino (verso i 2000/2100 nel massiccio del Bec d’Orel) o scendere (in ambienti particolarmente freschi) in quello collinare e nella fascia mesomediterranea superiore.

Distribuzione: Specie subendemica presente solo in Piemonte, precedenti segnalazioni dalla Liguria sono da considerare erronee, infatti le località dell'alta Val Roya (presso Saorge, San Dalmazzo di Tenda e Granile) amministrativamente liguri fino al 1859, sono state in seguito incluse nella Provincia di Cuneo per poi essere annesse alla Francia per effetto del trattato di Parigi (1947). Specie localizzatissima ma solitamente molto frequente nei luoghi di crescita (concentrati per lo più in Valle Gesso).

Etimologia: Il nome del genere Primula (1753) fa chiaramente riferimento alla precocità della fioritura, che caratterizza la maggioranza delle specie che vi appartengono, la Primula allionii Loisel. è dedicata al botanico e florista torinese Carlo Allioni (1728-1804), autore di una magistrale “Flora Pedemontana” (1785), primo importante veicolo di diffusione del sistema linneano in Italia.

Curiosità: Primula allionii Loisel. è con ogni probabilità un relitto pre-glaciale, residuo di una fascia di vegetazione a carattere subtropicale-montano (clima umido e relativamente caldo) estintasi in seguito alle glaciazioni quaternarie, il suo areale attuale è (con ogni probabilità) ciò che resta di un più vasto areale terziario, che comprendeva ambedue i versanti delle Alpi sud-occidentali, a tal proposito è piuttosto singolare la quasi completa mancanza di stazioni geograficamente intermedie, che raccordino il nucleo meridionale della Val Roya a quello settentrionale della Val Gesso.

Protezione: Inserita nel "Libro rosso delle piante d'Italia", classificata come "LR" ("a rischio relativo") e protetta in Piemonte dalla Legge Regionale L.R. n. 32 del 2 novembre 1982 : "Norme per la conservazione del patrimonio naturale e dell'assetto ambientale" .


Endemismo: gli endemismi sono specie animali o vegetali che vivono esclusivamente in un determinato territorio. Quando questo è molto limitato si parla di endemismi "ristretti". "Endemico" non è necessariamente sinonimo di "raro": le specie rare contano pochi individui distribuiti in areali ampi, una specie endemica può essere anche abbondante in una determinata zona, ma essere limitata a quell'unico territorio.