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Il signore delle rupi

Lo stambecco

Uno stambecco maschio adulto marcato fa capolino nell'erba.

Lo stambecco (Capra ibex) ha rischiato l'estinzione sull'arco alpino: nella seconda metà del XIX secolo il suo areale era talmente ridotto che la specie era presente esclusivamente nell'allora Riserva reale di caccia del Gran Paradiso con meno di cento esemplari. Negli anni Venti del Novecento è stato reintrodotto nelle Alpi Marittime per volontà del "re cacciatore" Vittorio Emanuele III, in quella che ai tempi era la Riserva reale di caccia di Valdieri Entracque. Su queste montagne gli stambecchi hanno formato la prima colonia alpina della specie al di fuori del Gran Paradiso. Grazie a successivi interventi di reintroduzione e a migrazioni spontanee degli animali, oggi si stima la presenza di circa 1500 individui nell'intero comprensorio italo-francese delle Alpi Marittime.

Fra maggio e giugno gli stambecchi abbandonano le cenge d'alta quota dove hanno svernato per raggiungere i pascoli delle quote inferiori. Non è difficile osservare, in questo periodo, consistenti gruppi di stambecchi maschi intenti a “grattarsi” con le corna per togliersi i ciuffi del fitto pelo invernale e lasciar spazio allo scuro manto estivo. Anche lo stambecco, come il camoscio, è oggetto di censimenti annuali, che permettono di calcolare la consistenza della popolazione e le variazioni che si verificano nel tempo. Anche nel caso dello stambecco, il buono stato di salute della popolazione ha permesso di condurre, nel corso degli anni, operazioni di cattura per ripopolare altre zone dell'arco alpino in cui la specie era assente o poco presente. Lo stambecco è oggetto di numerosi studi di portata internazionale che vedono coinvolte università italiane e straniere.


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