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Da preda di un re a simbolo del Parco

Il camoscio

Un esemplare adulto di camoscio.

Il camoscio alpino (Rupicapra rupicapra) è la specie simbolo dell’area protetta. Fra gli ungulati è l’unico a non essere mai scomparso dal territorio del Parco: diffuso in modo non omogeneo in base al periodo dell’anno e alle caratteristiche dell’ambiente, raggiunge in questo settore alpino una densità estremamente elevata. In primavera i camosci pascolano nelle zone in cui la neve fa posto alla prima erba, per risalire verso i pascoli d’alta quota nel periodo estivo.
I maschi, a differenza delle femmine e degli esemplari più giovani, conducono vita solitaria e rimangono generalmente a quote più basse. L’autunno è il periodo “degli amori” e rappresenta l’unico momento in cui i due sessi vivono insieme.

La specie è oggetto di censimenti annuali, in base ai quali è possibile stimare la consistenza della popolazione e le variazioni che si verificano nel tempo. Il buono stato di salute della popolazione di camosci all'interno del Parco, oggi stimata intorno ai 4000 esemplari, ha permesso di condurre, nel corso degli anni, operazioni di cattura per ripopolare altre zone dell’arco alpino in cui la specie era assente o scarsamente presente. Il camoscio è inoltre oggetto di numerosi studi che coinvolgono università italiane e straniere.


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