Camoscio

Rupicapra rupicapra

Camosci sul Monte Aiera (Augusto Rivelli/APAM)

Nome specie: Rupicapra rupicapra
Classe: Mammiferi
Ordine: Artiodattili
Superordine: Ungulati
Nome comune: camoscio alpino
Distribuzione e habitat: Il camoscio è presente in tutte le montagne d’Europa. In Italia, lo si incontra lungo l’intera catena alpina, mentre sui principali massicci appenninici abita il più raro congenere camoscio appenninico Rupicapra pyrenaica ornata. Il camoscio vive in quota, nelle zone rocciose che comprendono anche boschi e pascoli. I suoi zoccoli sono adatti per muoversi su terreni difficili.

Dimorfismo sessuale:Il camoscio è un animale dal pelo bruno chiaro in estate e marrone scuro in inverno; le guance inferiori, la gola e la parte superiore del muso restano bianchi in tutte le stagioni. Due bande nere vanno dal muso fino alle orecchie, passando dagli occhi sulle guance superiori. Misura circa 75 cm di altezza per circa 130 cm di lunghezza e pesa tra i 25 et 50 kg. Maschio e femmina possiedono delle corna a forma di uncino.

Alimentazione: E' un ruminante poco specializzato. Potendo sia pascolare che brucare gemme e foglie giovani è capace di sfruttare al meglio anche le risorse meno appetibili (licheni e aghi di pino).

Riproduzione: Il periodo degli accoppiamenti va da fine ottobre a metà dicembre, in base alle condizioni climatiche. La femmina partorisce a giugno un piccolo, raramente due, ogni anno o ogni due.

Lo sapevi che...: Il camoscio ha subìto adattamenti morfologici e fisiologici che gli hanno permesso di sopravvivere in ambienti dirupati e con forte innevamento. Particolarmente adatto per la vita in montagna è lo zoccolo bidattilo (3º e 4º dito) con parti e durezza differenziate: il bordo esterno, duro ed affilato, permette di sfruttare i più piccoli appigli sulla roccia; i morbidi polpastrelli, aumentando l'attrito, evitano le cadute e le scivolate in discesa. Le dita dello zoccolo sono divaricabili e munite di una membrana interdigitale che fornisce una più ampia superficie d'appoggio, consentendo agili spostamenti anche sulla neve. Il cuore, piuttosto voluminoso, è dotato di spesse pareti muscolari che garantiscono il mantenimento di una frequenza cardiaca di duecento battiti al minuto ed un'elevata portata sanguigna; questo permette al camoscio di risalire lunghi e ripidi pendii senza sforzi eccessivi. Un'ampia capacità polmonare e un elevato numero di globuli rossi (11-13 milioni per mm³) forniscono un'ottima ossigenazione del sangue anche in condizioni di alta quota, dove l'aria è più rarefatta.