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Non solo camosci e stambecchi

Gli ungulati del Parco

Il Parco delle Alpi Marittime ospita tutte le sei specie di ungulati presenti sulle Alpi: oltre a camosci, stambecchi e caprioli, sono presenti anche cinghiali, cervi e mufloni. Tutti questi animali sono detti "ungulati" perché si muovono su zoccoli che costituiscono una trasformazione delle unghie.
Cinghiali, mufloni e cervi sono giunti nell'attuale area protetta in tempi più o meno recenti, in seguito ad interventi umani diretti o indiretti.

Il cinghiale (Sus scrofa) è stato segnalato sporadicamente a partire dagli anni trenta del '900, probabilmente in seguito a migrazioni dovute a incendi verificatisi nel Delfinato ed è oggi abbastanza diffuso in tutte le vallate fino ai 2000 metri di quota.

Il muflone (Ovis musimon), specie mediterranea il cui attuale status tassonomico è ancora molto discusso, è stato reintrodotto a fini venatori verso la metà del secolo scorso nell'allora riserva di caccia del Boréon (Francia) ed è poi migrato sul versante italiano del settore alpino. La popolazione ha subìto un calo in seguito all'arrivo del lupo che ha trovato nel muflone una preda d'elezione.

Più recente è la reintroduzione del cervo (Cervus elaphus), effettuata a scopo venatorio nei Comprensori Alpini e Riserve di Caccia non lontane dall'area protetta: il suo areale si è oggi ampliato e interessa sporadicamente anche una parte del territorio del Parco.

Il camoscio

Da preda di un re a simbolo del Parco

Con la sua silhouette inconfondibile e un'impareggiabile eleganza nel correre sulle rocce e sulla neve, il camoscio è da più di trent'anni il simbolo del Parco delle Alpi Marittime.

Lo stambecco

Il signore delle rupi

Dopo aver rischiato l'estinzione, oggi lo stambecco è tornato a essere un abitante stabile delle nostre montagne.

Capriolo

Un ospite consueto dei boschi di bassa valle

Il capriolo è l'ungulato selvatico più piccolo presente sulle Alpi, una presenza sfuggente e familiare.


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Ente di gestione Aree protette delle Alpi Marittime