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Anuri e urodeli

Gli anfibi nel Parco

Una rana temporaria (G. Pala)

I corsi e gli specchi d’acqua di queste montagne sono popolati da quattro specie di Anfibi.

Il rospo comune (Bufo bufo) è un animale molto discreto, attivo soprattutto nelle ore notturne, quando va a caccia di lombrichi, lumache e insetti negli ambienti boschivi e arbustivi dove vive per gran parte dell’anno. Durante il periodo degli amori, intraprende delle migrazioni di massa per raggiungere alcune zone in cui la popolazione si concentra per riprodursi. In questo periodo, il maggior rischio per gli adulti è rappresentato dalle automobili, che uccidono ogni anno moltissimi rospi. All’interno del Parco è conosciuto un solo sito riproduttivo, posto a 1350 metri di quota, dove a luglio è possibile osservare alcune decine di adulti.

La rana temporaria (Rana temporaria) vive nei pascoli e nelle praterie montane fino a oltre 2200 metri di quota, presso le rive di ruscelli e laghi. Si riproduce sia nei laghi che in pozze temporanee dovute al disgelo. Alla quota di 2000 metri, le larve completano la metamorfosi con molta lentezza: impiegano due anni, contro i due mesi e mezzo o poco più delle popolazioni di collina, il che costituisce un interessante adattamento della specie all’ambiente alpino. Adulti e larve svernano al di sotto del ghiaccio e in primavera i maschi escono per primi, a volte rischiando di morire disidratatati sul ghiaccio dei laghi alpini. La specie soffre localmente della predazione da parte delle trote, immesse dai pescatori nei laghi alpini, poveri di sostanze nutritive, dove questi pesci non hanno risorse sufficienti per sopravvivere.

Anche la salamandra pezzata (Salamandra salamandra) adotta in quota una strategia riproduttiva analoga a quella della rana temporaria: le popolazioni che vivono in montagna impiegano infatti due anni per portare a termine la gestazione. Gli adulti conducono una vita molto discreta e sono normalmente attivi durante le ore notturne, o durante tempo piovoso e umido. È piuttosto facile osservarle nelle giornate piovose, anche a bordo strada e in prossimità di corsi d’acqua, soprattutto in tarda estate.

Il più raro e straordinario anfibio delle Alpi Marittime è il geotritone (Hydromantes strinatii), un anfibio urodelo (dotato di coda) presente in alcune grotte limitrofe al Parco, dove si nutre di insetti e di invertebrati troglofili. Presenta specifici adattamenti alla vita sotterranea in ambiente saturo di umidità, come la respirazione esclusivamente cutanea, con atrofia dei polmoni, e uno sviluppo estremamente lento delle uova. Nel bacino del Mediterraneo sono state descritte diverse specie di geotritoni, un genere che rappresenta anche un interessante caso di paleo endemismo. I suoi parenti più prossimi vivono infatti in California: tale distribuzione disgiunta dimostra che questi animali esistevano già prima che la deriva dei continenti separasse l’Europa dall’America!


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Ente di gestione Aree protette delle Alpi Marittime