Re e Regine in Valle Gesso

Un secolo con Casa Savoia

È amore a prima vista. Il colpo di fulmine tra Casa Savoia e la Valle Gesso scocca il 29 agosto 1855: il giovane Vittorio Emanuele è un appassionato cacciatore di camosci (e, pare, di belle pastorelle) e rimane affascinato dall’abbondanza (degli uni e delle altre) in questo angolo di montagne ai confini del regno. Le Marittime offrono al futuro re d’Italia selvaggina abbondante, scorci incantevoli, un clima salubre e il salutare diversivo delle acque termali. Nel Vittorio Emanuele ottiene dai comuni di Valdieri e di Entracque il diritto di cacciare in esclusiva su gran parte dell’alta valle: nasce così la Riserva reale di caccia di Valdieri e Entracque.

Nella realtà montanara e periferica della Valle Gesso, l’arrivo di Casa Savoia è un vero ciclone. Nelle casse semivuote dei comuni arrivano migliaia di lire all’anno. Senza contare gli affitti degli alpeggi, i contributi straordinari per realizzare strade carrozzabili, mulattiere, sentieri e ricoveri in quota - infrastrutture che restano a disposizione anche dei locali. Senza contare che c’è chi viene assunto come guardiacaccia nella Riserva, chi beneficia delle frequenti elemosine dei sovrani e chi è coinvolto a vario titolo nell’indotto generato dai soggiorni di Casa Savoia e del suo seguito: artigiani e manovali per la realizzazione e la manutenzione degli alloggi reali; servitori, camerieri, giardinieri, domestici, negozianti e tuttofare per soddisfare le necessità personali della famiglia.

Tre generazioni di regnanti si sono succedute in Valle Gesso, lasciando un’impronta profonda nelle Alpi Marittime: non soltanto perché ne hanno segnato il territorio con palazzine, chalet, ricoveri, imposte di caccia e chilometri di sentieri e mulattiere che oggi fanno la gioia degli escursionisti, ma anche perché hanno impresso ricordi ancora vivi nella memoria collettiva. Senza contare che due positivi “effetti collaterali” dell’istituzione della Riserva sono stati quelli di garantire la sopravvivenza dei camosci e di portare dal Gran Paradiso gli stambecchi che ora popolano il Parco delle Alpi Marittime!