Il Carnevale dell'Orso di Segale

La nuova vita di un'antica tradizione

L’Orso di Segale ieri Le origini della maschera carnevalesca dell’Orso di Segale si confondono anche nella memoria dei più anziani. Dagli appunti del folclorista Euclide Milano siamo riusciti a ricostruire la struttura della festa tradizionale come doveva essere all'inizio del Novecento: «Il carnevale a Valdieri era un tempo molto complesso e comprendeva: pubblica gnoccolata - elezione degli Abbà - taglio della testa d’un gallo o di un gatto - testamento del Carnevale - arriva la Quaresima». Resistono oggi la distribuzione tradizionale di gnocchi di patate in piazza e rimangono tracce della morte del Carnevale, che attualmente viene bruciato sotto forma di covone di paglia dopo la fuga dell’orso in carne e paglia. Dalla testimonianza diretta di Bernardino Piacenza - Din del Papa, sappiamo che l’Orso veniva vestito in un luogo nascosto. Da lì partiva per le sue scorribande per le vie del paese, incatenato dai domatori e seguito dai perulìer o magnìn, gli stagnini, bambini vestiti di stracci e fuliggine, che facevano un gran baccano. In breve si formava un corteo composto dagli abitanti del paese, dai suonatori (agghindati in modo scherzoso: i più arditi addirittura vestiti da donna) e dai frà, finti frati che declamavano pomposamente le epistole, componimenti in rima nel patois locale, che prendevano in giro le persone più in vista del paese, ma colpivano anche chi sapeva distinguersi per avarizia, arroganza, furberia...

L’Orso di Segale oggi Grazie al lavoro che il Parco e l'Ecomuseo della Segale hanno svolto insieme alla popolazione locale, da qualche anno a questa parte il Carnevale alpino ha ripreso vita. Al mattino della prima domenica di Quaresima, sotto i portici del municipio di Valdieri, avviene la gnoccolata a cura della Proloco. I valdieresi portano con sé le pentole da riempire e tornano a casa per mangiare; i forestieri, invece, consumano gli gnocchi sul posto. Al ritorno nella piazza del municipio, durante il pomeriggio, ci sono i suonatori di musica occitana con ghironde e semitoun (i tradizionali organetti diatonici) ad accompagnare la folla riunita per festeggiare il Carnevale. Proprio a questo punto fa irruzione l’Orso di Segale, sceso dalla montagna per esibirsi - secondo un copione rimasto invariato - con ruggiti, mattane e dispetti. Rispetto a un tempo, oggi l’Orso è meno sguaiato e più “politicamente corretto”: i suoi scherzi sono diretti soprattutto a far divertire grandi e piccini, i valdieresi e i visitatori che ogni anno arrivano sempre più numerosi.

Per saperne di più: visita il sito dell'Ecomuseo della Segale.