Esplorazione alpinistica

I pionieri delle Marittime

“Tra gli uomini e queste montagne a volte sorgono amori un po’ disperati ed esclusivi, fedeli e tenaci. Ed è per questo che, per capire l’alpinismo cuneese, è necessario amare o per lo meno capire il terreno di gioco di questi uomini: le Alpi Marittime” scrive Gian Piero Motti nella Storia dell'alpinismo.

Per lungo tempo le Alpi Marittime sono state le Cenerentole dell’alpinismo: probabilmente perché decentrate e prive di prestigiosi 4000, sono state scoperte e scalate in ritardo rispetto ad altre zone dell'arco alpino. Le prime ricognizioni e semplici scalate le realizzano i topografi del re, sguinzagliati in cerca di punti elevati per effettuare le misurazioni trigonometriche.

Sul finire dell'Ottocento, alpinisti inglesi, americani e austriaci danno impulso alla vera e propria esplorazione alpinistica della zona: nel 1879, il reverendo W.A.B. Coolidge raggiunge la massima elevazione delle Marittime: la Cima Sud dell'Argentera. Lo scorcio del secolo vede l'entrata in campo del più appassionato e sistematico esploratore delle Marittime, il nobile nizzardo Victor Spitalieri de Cessole che, nell'agosto 1903, con le guide Ghigo e Plent, raggiunge la vetta del Corno Stella, giudicata fino ad allora del tutto inaccessibile. Le Alpi Marittime diventano “terreno di gioco” degli scalatori italiani: Ellena, Soria e Vernet (negli anni Trenta), Campia e Guderzo (negli anni Quaranta e Cinquanta) salgono vie, pareti, creste e canaloni innevati.

Quando tutto il salibile viene salito, l'obiettivo diventa la ricerca di linee di salita logiche, eleganti e spesso molto difficili. Quando finisce anche la logica, resta la difficoltà, portata all’estremo: siamo alla cronaca dei nostri giorni, lontana dall'idea di "esplorazione", ma non per questo meno ricca di motivi di fascino. Ruota principalmente intorno al Corno Stella e, in territorio francese, alla Cougourda: i suoi protagonisti sono nomi del calibro di Patrick Bérhault, Vincenzo Ravaschietto, Alessandro Gogna, Fulvio Scotto e Gianni Calcagno.