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Oltre diecimilia anni di Marittime

Frammenti di storia

Un valligiano osserva il vecchio Rifugio Genova: i locali scoprono l'alpinismo! (archivio PNAM)

Le Alpi Marittime erano già frequentate nella preistoria: ce lo raccontano le famose incisioni rupestri della Valle delle Meraviglie, le grotte di Aisone, che conservano le tracce di un insediamento Neolitico, i ritrovamenti della non lontana Val Tanaro, che ci riportano ai pastori nomadi che vissero in queste zone 15 mila anni fa. A partire da allora, queste montagne di passaggio tra la costa e il piano sono state attraversate da innumerevoli pastori, mercanti, soldati, pellegrini...

Ciascuno ha lasciato tracce dietro di sé: sono alpeggi, sono antiche vie del sale, sono fortificazioni e santuari stretti fra le cime delle montagne.
Questa sezione del sito ripercorre in breve quelle fasi della preistoria e della storia che hanno lasciato sul territorio del Parco impronte così profonde da essere individuabili ancora oggi, a distanza di secoli o addirittura di millenni: si tratta di grotte che conservano i resti di orsi delle caverne, di insediamenti del V secolo a.C. o di sepolture dell'Età del Bronzo, ma anche di strade lastricate in alta montagna, caserme e palazzine di caccia destinate a ospitare nientemeno che i re d'Italia...

A metà Ottocento, infatti, arrivano in Valle Gesso i re e le regine di casa Savoia. Colpiti dalla bellezza selvaggia dei luoghi e dall'abbondanza di selvaggina, decidono di restare: così una delle zone più povere dell'arco alpino occidentale diventa all'improvviso una delle residenze preferite dei “re cacciatori” fino alla fine della Seconda guerra mondiale.
Tra il 1943 e il '45 molti valligiani di queste montagne partecipano alla guerra di Liberazione: proprio a Madonna del Colletto, vicino a Valdieri, si riuniscono i primi partigiani del Piemonte.

L'ultimo evento che ha segnato la storia e il paesaggio del futuro Parco delle Alpi Marittime è stata la costruzione degli invasi artificiali della Piastra e del Chiotas per la produzione di energia idroelettrica. I cantieri dell'Enel hanno cambiato il volto della Valle Gesso, ma anche offerto opportunità di lavoro ai giovani della valle, arginando in parte il massiccio spopolamento degli anni '60 e '70.

Poi sono arrivati il Parco e il turismo alpino come lo conosciamo oggi, ma questa è cronaca...

Preistoria in Marittime

I primi abitanti

I primi ad avventurarsi queste valli sono stati i pastori nomadi che le hanno risalite al termine dell'ultima glaciazione, in cerca di prati e pascoli.

Re e regine in Valle Gesso

Un secolo con Casa Savoia

Il colpo di fulmine tra Casa Savoia e le Alpi Marittime scocca il 29 agosto 1855, in occasione di una visita al paese di Entracque dei principi Vittorio Emanuele e Ferdinando, duca di Genova.

Marittime fortificate

Strade e fortificazioni militari

Eserciti di ogni nazione hanno percorso gli antichi tracciati di queste montagne e ne hanno costruiti di nuovi, lasciandosi alle spalle posti di guardia, fortezze, trincee, mulattiere...

Terme di Valdieri

Acque della salute, conosciute da sempre

Nel cuore del Parco, dalla massa rocciosa del Monte Matto sgorgano acque le cui proprietà benefiche sono note da secoli.

Cave e miniere

Marmi, calcari, lose

L’inconfondibile marmo bardiglio di Valdieri ritrovato nei teatri romani di Torino e di Serravalle Scrivia testimonia l’antica origine dell’attività estrattiva in Valle Gesso.

L'esplorazione alpinistica delle Alpi del Sud

I pionieri delle Marittime

Probabilmente perché decentrate e prive di vette che raggiungono i 4000 metri, le Marittime furono scoperte dagli alpinisti in ritardo rispetto ad altre zone dell'arco alpino.

Impianti idroelettrici dell'alta valle Gesso

Le dighe e la centrale

A metà anni Sessanta, per sfruttare la ricchezza d'acqua della valle, l'Enel ha costruito gli invasi che alimentano la centrale in caverna di Entracque.


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Ente di gestione Aree protette delle Alpi Marittime